Tartarughe all’infinito: il thriller che thriller non è

Buongiorno amici lettori!

Come procede questa settimana?

Oggi parliamo di Tartarughe all’infinito di John Green edito da Rizzoli.

La sedicenne Aza si ritrova a indagare sulla scomparsa del miliardario Russell Pickett per poter riscuotere la ricompensa di centomila dollari insieme alla sua amica Daisy. Rincontrerà così Davis Pickett, suo vecchio amico che però vive una vita completamente diversa da quella di Aza permettendo così anche pochi chilometri li divisero nel corso degli anni.

In tutto questo Aza cerca costantemente di non farsi trascinare via dalla realtà da quel vortice di pensieri che ha in testa da quando ha memoria.

John Green ai più, me in primis, è conosciuto per Colpa delle stelle, Città di carta e Cercando Alaska. 

In questo nuovo romanzo, ultimo in ordine di pubblicazione, sperimenta però i meccanismi di un romanzo thriller per parlare di malattia mentale.

Ci riesce se, a mio avviso, facciamo riferimento al pubblico a cui si rivolge (Young Adult) altrimenti ci troviamo davanti a un flop. Bella l’idea di portare un Io Narrante così forte sulla pagina, ma perchè non spiegare fino in fondo quale sono le conseguenze di questa malattia mentale? Descrivere Aza solo come chiusa, apatica e vittima dei suoi pensieri è riduttivo, un personaggio costruito in quel modo meriterebbe una narrazione a 360°.

Questo mistero di sottofondo non trova un perchè: accade, in qualche modo un po’ arrangiato viene risolto e ha delle conseguenze. Rimane, però, nascosto il motivo per il quale avviene pur essendo la molla che fa scattare tutta la narrazione e la rinascita del rapporto tra Davis e Aza.

Trovo la trama molto inferiore qualitativamente rispetto a Colpa delle stelle e con dei buchi logici e narrativi troppo ampi per essere ignorati.

Questo libro lo consiglierei ai ragazzi tra i 14 e i 18 anni, non grandi lettori che leggono romanzi di questo genere, semplici poco impegnativi e con uno stile semplicissimo al limite del banale. Potreste anche regalarlo a qualche appassionato dell’autore per questo Natale o a qualche adolescente un po’ annoiato poco incline ai grandi romanzi.

Un libro che ho sinceramente aspettato con ansia che Rizzoli mi ha omaggiato, ma che mi ha delusa su tutti i fronti lasciandomi veramente l’amaro in bocca.

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Non mi resta che augurarvi buona lettura!

A presto amici lettori!

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Paola Calefato

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